Un nuovo appuntamento

29 May

titolo seminario_QUAD

E’ trascorso oltre un anno da quando abbiamo cominciato a redigere il manifesto “Per un’economia sociale. Idee e persone per un’Italia sostenibile”. Un manifesto lanciato pubblicamente alla fine del 2012, che ha raccolto l’adesione di numerosi dirigenti del terzo settore italiano e che si apriva con una riflessione che val la pena ricordare: “L’Italia affronta oggi una delle più acute e perduranti crisi della sua storia. La crisi ha un evidente carattere economico e finanziario, ma non si esaurisce nei problemi legati ai disavanzi delle banche o nell’indebitamento pubblico; né si misura soltanto nell’aumento dei tassi di mortalità aziendale, negli indici di disoccupazione e nella crescente diffusione della precarietà lavorativa. La crisi riveste un carattere politico nel senso più profondo e denso del termine. Investe la capacità di immaginazione, costruzione e governo di una civitas nazionale basata su un comune sostrato di valori e di visioni del futuro. E’ una crisi di fiducia nel futuro”.

A distanza di un anno, le incredibili vicende seguite all’elezione del Parlamento e del Presidente della Repubblica non fanno che confermarci nel giudizio espresso allora sulla dirompente crisi di fiducia in atto nei confronti delle istituzioni e gettano nuovi motivi di preoccupazione per una deriva nazionale che oltre a segnare continui punti di caduta sul piano economico, -siamo alla cifra record di 9 milioni di persone in condizioni di sofferenza-, registra anche la persistente incapacità delle forze politiche di prefigurare risposte credibili al malessere e alla volontà di cambiamento emergenti nel paese. L’enpasse nelle relazioni nei partiti e tra i partiti, la loro palese incapacità di determinare indirizzi strategici e alleanze capaci di generare la ripresa morale ed economica del paese, le palesi incoerenze tra le prassi quotidiane ed i proclami elettorali ufficiali, tutto ciò appare oggi aggravato da disegni di revisione costituzionale che rischiano di scardinare i capisaldi normativi su cui si sono fondati i sistemi di garanzia della nostra democrazia dal dopoguerra ad oggi.

In un panorama siffatto diventa imperativo interrogarsi sulle forme e sui modelli che la politica italiana può e deve assumere nel futuro prossimo venturo. “Quali forme di rappresentanza e partecipazione politica nell’epoca della crisi?“ è perciò la domanda che oggi riteniamo cruciale e che poniamo a titolo della riflessione a cui daremo vita nel seminario previsto per il 5 luglio a Milano.

Muovendo da questa domanda di fondo, nel seminario cercheremo di focalizzare la nostra attenzione in particolare su tre questioni. La prima concerne il modello organizzativo tradizionale della politica; riguarda cioè la validità, l’attualità e l’esclusività del partito come strumento di rappresentanza politica istituzionale all’interno del quadro costituzionale. E’ il partito la forma di rappresentanza istituzionale a cui dobbiamo continuare a far riferimento per sperare nel cambiamento del paese? Vi sono alternative praticabili? E se vi sono, a quali condizioni possono essere adottate senza perdere ulteriori quote di democrazia? Il problema, insomma, è la forma partito o sono i partiti concretamente esistenti?

Il secondo quesito che sottoporremo a relatori e partecipanti del seminario concerne le forme di mobilitazione e riorganizzazione politica che in una congiuntura tanto difficile come quella odierna possono davvero agevolare una reale partecipazione dei cittadini nelle rispettive comunità d’appartenenza; quali sono, in parole povere, i meccanismi organizzativi effettivamente in grado di garantire l’articolazione di una filiera corta fra bisogni collettivi, territori e rappresentanze istituzionali?

Infine il terzo quesito riguarda le modalità e le condizioni operative attraverso le quali la rete telematica può costituire uno strumento utile a una genuina rinascita della partecipazione politica; può la rete, -e se può come può-, favorire e amplificare le opportunità d’intervento diretto delle persone nella discussione e nella presa di decisione politica senza manipolarne la buona fede, senza ridurre la loro opinione a un post e senza sostituire l’interazione fisica interpersonale?

Appena disponibile verrà pubblicato il programma definitivo del seminario con i relatori, il luogo e gli orari. Per informazioni e iscrizioni: economiasociale@gmail.com

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