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Il programma del 5 luglio

19 Jun

titolo seminario_QUAD

È trascorso oltre un anno da quando abbiamo cominciato a redigere il manifesto “Per un’economia sociale. Idee e persone per un’Italia sostenibile”. Da allora, le vicende seguite all’elezione del Parlamento e del Presidente della Repubblica hanno confermato il giudizio allora espresso sull’attuale situazione di crisi della politica, sia dal punto di vista dei partiti, che dal punto di vista della rappresentanza.

L’enpasse nelle relazioni nei partiti e tra i partiti, la loro palese incapacità di determinare indirizzi strategici e alleanze capaci di generare la ripresa morale ed economica del paese, la difficoltà crescente a intercettare le domande poste dalla società, tutto ciò appare oggi aggravato da disegni di revisione costituzionale che rischiano di scardinare i capisaldi normativi su cui si sono fondati i sistemi di garanzia della nostra democrazia dal dopoguerra ad oggi.

In un panorama come questo diventa urgente interrogarsi sulle forme e sui modelli che la politica italiana può e deve assumere nel futuro prossimo venturo. “Quali forme di rappresentanza e partecipazione politica nell’epoca della crisi?” è perciò la domanda che poniamo a titolo del nuovo incontro di riflessione che si terrà venerdì 5 luglio, dalle ore 10, presso le Acli di via Della Signora 3, a Milano.

Nel seminario cercheremo di focalizzare la nostra attenzione in particolare su tre questioni: la prima concerne il modello organizzativo tradizionale della politica; riguarda cioè la validità, l’attualità e l’esclusività del partito come strumento di rappresentanza politica istituzionale all’interno del quadro costituzionale. Il secondo quesito riguarda le forme di mobilitazione e riorganizzazione politica che agevolino una reale partecipazione dei cittadini nelle rispettive comunità d’appartenenza, nella prospettiva di garantire l’articolazione di una filiera corta fra bisogni collettivi, territori e rappresentanze istituzionali. Infine il terzo quesito tocca le modalità e le condizioni operative attraverso le quali la rete telematica può costituire uno strumento utile a una genuina rinascita della partecipazione politica.

Precederanno il dibattito aperto a tutti i partecipanti, gli interventi di Ilvo Diamanti, docente di scienza politica nella Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica e collaboratore di Sbilanciamoci.info, Marica Di Pierri, responsabile dell’area comunicazione di A Sud.

Parteciperanno al dibattito anche Emanuele Patti, presidente del Forum Terzo Settore Milano, don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità e Vittorio Rinaldi, antropologo e promotore del manifesto “Per un’economia sociale”

relatori-5-luglio

[da sinistra, Diamanti, Baranes e Di Pierri]

PROGRAMMA

ore 10 Benvenuto di Paolo Petracca, presidente ACLI Milano e Monza Brianza

Saluto di Emanuele Patti, presidente del Forum Terzo Settore Milano e

di don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità.

Ore 10.15 Introduzione di Vittorio Rinaldi, promotore del manifesto “Per un’economia sociale”.

Ore 10.30 Intervento di Ilvo Diamanti, docente di Scienza politica nella Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”.

Ore 11 Pausa

Ore 11.15 Intervento di Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica e collaboratore di Sbilanciamoci.info.

Ore 11.45 Intervento di Marica Di Pierri, responsabile dell’area comunicazione di A Sud.

Ore 12.15 Dibattito aperto al pubblico

Ore 13.30 Conclusioni

Clicca qui per scaricare il programma in pdf

Un nuovo appuntamento

29 May

titolo seminario_QUAD

E’ trascorso oltre un anno da quando abbiamo cominciato a redigere il manifesto “Per un’economia sociale. Idee e persone per un’Italia sostenibile”. Un manifesto lanciato pubblicamente alla fine del 2012, che ha raccolto l’adesione di numerosi dirigenti del terzo settore italiano e che si apriva con una riflessione che val la pena ricordare: “L’Italia affronta oggi una delle più acute e perduranti crisi della sua storia. La crisi ha un evidente carattere economico e finanziario, ma non si esaurisce nei problemi legati ai disavanzi delle banche o nell’indebitamento pubblico; né si misura soltanto nell’aumento dei tassi di mortalità aziendale, negli indici di disoccupazione e nella crescente diffusione della precarietà lavorativa. La crisi riveste un carattere politico nel senso più profondo e denso del termine. Investe la capacità di immaginazione, costruzione e governo di una civitas nazionale basata su un comune sostrato di valori e di visioni del futuro. E’ una crisi di fiducia nel futuro”.

A distanza di un anno, le incredibili vicende seguite all’elezione del Parlamento e del Presidente della Repubblica non fanno che confermarci nel giudizio espresso allora sulla dirompente crisi di fiducia in atto nei confronti delle istituzioni e gettano nuovi motivi di preoccupazione per una deriva nazionale che oltre a segnare continui punti di caduta sul piano economico, -siamo alla cifra record di 9 milioni di persone in condizioni di sofferenza-, registra anche la persistente incapacità delle forze politiche di prefigurare risposte credibili al malessere e alla volontà di cambiamento emergenti nel paese. L’enpasse nelle relazioni nei partiti e tra i partiti, la loro palese incapacità di determinare indirizzi strategici e alleanze capaci di generare la ripresa morale ed economica del paese, le palesi incoerenze tra le prassi quotidiane ed i proclami elettorali ufficiali, tutto ciò appare oggi aggravato da disegni di revisione costituzionale che rischiano di scardinare i capisaldi normativi su cui si sono fondati i sistemi di garanzia della nostra democrazia dal dopoguerra ad oggi.

In un panorama siffatto diventa imperativo interrogarsi sulle forme e sui modelli che la politica italiana può e deve assumere nel futuro prossimo venturo. “Quali forme di rappresentanza e partecipazione politica nell’epoca della crisi?“ è perciò la domanda che oggi riteniamo cruciale e che poniamo a titolo della riflessione a cui daremo vita nel seminario previsto per il 5 luglio a Milano.

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Come continuare il nostro percorso

1 Apr

per-un-economia-sociale

Dall’esito incoraggiante del seminario tenutosi l’8 e il 9 marzo scorsi a Milano e dalla sollecitazione espressa da molti dei presenti a proseguire sulla strada della costruzione di nuovi linguaggi della politica, abbiamo tratto la decisione di dare continuità all’iniziativa di riflessione e formazione politica che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi.

Per dare continuità al percorso di confronto avviato con la pubblicazione del manifesto “Per un’economia sociale”, Casa della Carità, Forum del Terzo Settore di Milano e gli autori del manifesto rilanciano dunque da subito la proposta di dibattito e analisi politica delle tematiche che ci stanno a cuore e che abbiamo posto al centro del manifesto: lotta alla povertà, inclusione sociale, economie responsabili, valorizzazione del territorio, conversione ecologica dei sistemi di produzione industriale, nuovi modelli di governance globale.

Rilanciamo l’iniziativa e lo facciamo principalmente in due modi. Per dare un punto di riferimento costante a tutti coloro che hanno seguito le sorti del manifesto, o che sono potenzialmente interessati al suo evolversi, vogliamo innanzitutto valorizzare le potenzialità del nostro sito peruneconomiasociale.wordpress, che sarà integrato e aggiornato tempestivamente, in modo da farne a tutti gli effetti il terminale del nostro dibattito, ospitando contributi, segnalazioni, eventi. Sarà il luogo dell’incontro virtuale e della pubblicazione di analisi attinenti con le questioni sollevate dal manifesto e più in generale con la sfida dell’inclusione sociale e della costruzione di nuovi linguaggi della politica nel nostro paese.

In secondo luogo, non potendoci occupare dell’universo mondo in un sol colpo, abbiamo fatto delle scelte sui temi da riprendere e approfondire nel corso del 2013. Dal seminario di Milano, e dalla valutazione che ne è seguita, sono emersi in particolare tre argomenti sui quali ci pare strategico focalizzare i nostri sforzi e i nostri incontri. Ciò sia per la facilità con cui possiamo riunire attorno ad essi competenze, partecipazioni e adesioni, sia per il loro valore intrinseco, trattandosi di temi coerenti con i nodi dell’inclusione sociale e della conversione ecologica, nonché di un potenziale impatto sulla generazione d’occupazione. I tre temi sono nell’ordine:

1) le nuove forme della partecipazione e dell’organizzazione politica;

2) gli usi socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibili dell’energia;

3) il reddito di cittadinanza, o reddito di garanzia, per seguire l’espressione suggerita da Chiara Saraceno.

L’intenzione è di prendere in esame la partecipazione politica, l’energia e il reddito di garanzia attraverso tre seminari monotematici della durata di una giornata ciascuno, che avranno luogo a Milano in date che saranno annunciate e pubblicizzate nel modo più ampio possibile.

Infine il nome. Stiamo pensando che potrebbe essere utile dare all’intero progetto unnome che funga da marchio pubblico di riconoscibilità. Sappiamo quanto un marchio aiuti il riconoscimento, la comunicazione e la visibilità di un progetto. E con un marchio potremmo anche pensare di chiedere l’adesione alle organizzazioni che condividono il progetto per un’economia sociale, a cominciare dalle organizzazioni del terzo settore che noi rappresentiamo e di quelle più vicine o affini. Ovviamente, anche sulle proposte di “marchio” ogni suggerimento è gradito: aspettiamo proposte e idee, mandatecele via mail a economiasociale@gmail.com.