una crisi di fiducia

L’Italia affronta oggi una delle più acute e perduranti crisi della sua storia. La crisi ha un evidente carattere economico e finanziario, ma non si esaurisce nei problemi legati ai disavanzi delle banche o nell’indebitamento pubblico; né si misura soltanto nell’aumento dei tassi di mortalità aziendale, negli indici di disoccupazione e nella crescente diffusione della precarietà lavorativa. La crisi riveste un carattere politico nel senso più profondo e denso del termine. Investe la capacità di immaginazione, costruzione e governo di una civitas nazionale basata su un comune sostrato di valori e di visioni del futuro. E’ una crisi di fiducia nel futuro. E’ una convulsione che intacca aspetti culturali e valoriali sostanziali del nostro agire quotidiano e si traduce nel proliferare di sentimenti d’incertezza, d’insicurezza, di frustrazione, se non addirittura di risentimento per i diritti perduti o le certezze mai raggiunte.

Sia che si guardi alla propria vicenda personale, sia che si guardi all’avvenire collettivo del Paese, le note del pessimismo soverchiano ormai ovunque i motivi di speranza ed ottimismo. Come una sorte di virus inafferrabile, la paura del futuro si incunea in ogni anfratto della vita sociale. Si esprime in sfiducia nella politica, sfiducia nelle istituzioni, sfiducia nel sistema economico, sfiducia nella globalizzazione, ma anche in sfiducia negli altri, vicini o lontani, e persino nelle nostre stesse capacità di prevedere e controllare il nostro domani. Questo clima generale di disillusione é un segnale d’allarme che va preso seriamente in considerazione, perché la dose di fiducia circolante in una collettività rappresenta in ultima istanza il fattore più decisivo ai fini del suo benessere e delle sue possibilità di crescita; è la chiave di volta della sua coesione sociale, della sua moralità pubblica, delle sue capacità di sviluppo produttivo e commerciale, dell’efficacia della sua amministrazione, della qualità stessa della vita delle persone.

Sulla scorta di tale persuasione riteniamo urgente una nuova azione politica, che ponga al centro delle proprie sensibilità e proprio orizzonte programmatico la ri-costruzione del capitale sociale, la protezione delle fasce più deboli, la riscoperta della capacità di cooperazione e mutualismo dei cittadini e la rimessa al centro dei territori nella costruzione di risposte utili alla crisi, sia sotto il profilo politico che economico.

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